 | Quale futuro per la sanità del piovese
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I sindaci del Piovese hanno espresso una linea comune di interpretazione del ruolo che deve avere il servizio sanitario pubblico nel nostro territorio. Servizio che prima di tutto deve garantire un’alta qualità delle prestazioni Sanitarie, socio-assistenziali, diagnostiche, di prevenzione e di cura.
Il chiedere solamente alla Regione di transitare dall’ASL 14 Chioggia all’ASL 16 Padova non è fare il bene dei cittadini.
Ciò che interessa è una attenta valutazione di quali siano le possibilità che vengono date al presidio Ospedaliero e socio-sanitario già presente nel territorio, perché possa concretamente dare risposte ai cittadini, agli utenti. Perciò aderire alle proposte di andare con l’ASL 16 di Padova non può che essere condizionato da chiare e precisi impegni, e da una concreta programmazione che la Regione deve dare a questo territorio, in tema di:
• qualificazione del nosocomio, quale ospedale per acuti;
• investimenti sugli organici medici, infermieristici ed ausiliari;
• dotazioni di unità operative con presenza di primari;
• finanziamenti per la sistemazione e completamento dell’ospedale nuovo;
• finanziamenti per sistemazione-adeguamento e destinazione dell’ospedale vecchio;
• potenziamento dei servizi territoriali nell’ambito della prevenzione, della riabilitazione e dei servizi sociali;
• mantenimento di una autonomia economica ed organizzativa all’interno dell’ospedale di Piove.
Le strutture, le funzioni sanitarie presenti nel territorio del Piovese debbono essere correlate, parametrate, finanziate in ragione delle necessità sanitarie locali ma anche delle località limitrofe che gravitano attorno e sul nostro territorio come Campolongo Maggiore, Candiana e Bovolenta per citarne alcune. Questo anche in ragione del fatto che in questi ultimi anni l’assegnazione pro capite per l’ASL 14 è sempre stata al di sotto della media regionale, e del tutto impropria.
Perciò all’interno della discussione sul Piano Socio Sanitario Regionale, scaduto ormai da parecchi anni, diviene fondamentale costruire una programmazione regionale in grado di soddisfare pienamente i bisogni espressi da questo territorio, che finora è stato ricompreso prima a una ASL e poi ad un’altra, con risultati insoddisfacenti.
La risposta che ci attendiamo dalla Regione non è perciò solo in termini di spostamento o di transito da un’ASL all’altra, ma di giusta collocazione e considerazione del nostro Ospedale e dei servizi sociali e territoriali presenti, oltre ad una migliore attenzione anche agli aspetti di prevenzione e riabilitazione.
Il lavoro delle amministrazioni comunali e dei Sindaci deve essere teso ad ottenere dalla Regione -e perciò dall’Assessore Martini e dai Consiglieri Regionali- una maggiore attenzione al nostro territorio e risposte concrete al bisogno di sanità dei cittadini, non solo di Piove, ma di tutta la regione.
a cura dell'Amministrazione comunale di Brugine
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